IN MOSTRA LE MANOLO BLAHNIK

Lo scorso giovedì, nelle sale di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, è stata inaugurata “Manolo Blahnik – The Art of Shoes” la retrospettiva che celebra i 45 anni di attività di Manolo Blahnik, il re delle scarpe.
Il percorso espositivo curato da Cristina Carrillo de Albornoz sarà in Italia fino al 9 aprile per poi girare il mondo e approdare all’Hermitage di San Pietroburgo, al Museum Kampa di Praga, al Museo Nacional de Artes Decorativas di Madrid e nel 2018 al Bata Shoe Museum di Toronto. Esso, inoltre, è diviso in sei sezioni che raccontano la storia e la carriera dello stilista. Ad aprire la rassegna è “Core”, sezione che mette in mostra le calzature dedicate a personaggi storici e contemporanei che hanno ispirato Blahnik: da Alessandro Magno a Brigitte Bardot, fino ad Anna Piaggi. La seconda, “Materiali”, comprende una selezione di scarpe che illustrano l’attenzione per il dettaglio elaborato e la ricchezza di materiali e colori usati. “Costruzioni”, la terza sezione del percorso, esamina il modo in cui arte ed architettura ispirano le costruzioni dello stilista. La quarta sezione, “Gala”,  espone le scarpe più fantasiose dello stilista/artista, mettendo in evidenza la sua ironia e creatività.  La quinta sezione è dedicata alla natura e al suo profondo amore per il mondo botanico, evidente fin dalle prime collezioni. L’ultima sezione esamina le varie influenze geografiche e ambientali: qui i modelli sono ispirati alla Spagna, all’Italia, alla Russia, all’Africa e al Giappone.
In mostra a Milano quindi ci sono 80 disegni e ben 212 scarpe create in 45 anni di attività.
Se il tuo sogno nel cassetto è avere un paio di scarpe come Carrie Bradshaw, questa è l’occasione per ammirare i modelli più iconici realizzati dallo stilista spagnolo.
È stato lo stesso Blahnik a scegliere Milano come prima tappa della retrospettiva che, attraverso  212 modelli di scarpe e 80 disegni, permetterà al pubblico d’immergersi nel suo mondo. In questa esposizione i visitatori sono invitati a pensare alla scarpa in modo diverso, al di là della moda, e a considerarla come puro oggetto, fantasioso e dinamico: una forma d’arte con personalità propria ed indipendente. Proprio per questo motivo, oltre ai preziosi esemplati dello stilista spagnolo, il percorso espositivo proporrà un’inedita selezione di calzature storiche provenienti dai depositi di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine. I modelli antichi “dialogheranno” con le creazioni dello spagnolo per raccontare il percorso evolutivo della calzatura nel corso di cinque secoli, dal Cinquecento sino ai primi anni del Novecento. L’esposizione intende, inoltre, raccontare la profonda influenza che l’arte e la cultura italiana hanno avuto (e ancora hanno) sullo stile e il gusto dello stilista.

L’Italia è la mia casa spirituale. Adoro tutto di questo splendido paese, dal profumo del gelsomino e degli agrumi al verde della Sicilia, dalle maschere veneziane ai film di Luchino Visconti, dalle chiese barocche di Borromini alle piazze. Sin dall’inizio, le mie scarpe sono state prodotte nei pressi di Milano perché per gli italiani l’arte e l’artigianalità sono qualcosa di innato, ce l’hanno nel sangue. Possiedono un’alta consapevolezza della bellezza, della sensualità e della gioia di vivere. […] Mi sento inesorabilmente italiano.

fonte: http://www.libreriamo.it

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